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Le dimissioni di Berlusconi viste dalla Cina

Si sa che la distanza distorce le percezioni, a volte le amplifica, a volte le sfuma. In ogni modo, non ne modifica l’essenza e certe notizie sanno fare il giro del mondo. La crisi dell’economia italiana, quella del governo, l’ultima settimana di Berlusconi e le dimissioni da Premier sono fatti di cronaca nazionale che hanno investito i media di tutto il pianeta, portando in primo piano l’immagine del nostro Paese agli occhi internazionali.

 

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Berlusconi è finito?

PERCHE’ NO

Se Berlusconi reggerà psicologicamente alla botta del tradimento dei fedelissimi e alla festa nazionale per le sue dimissioni, ha ancora una campagna elettorale davanti a sè. È quella del 2013. Infatti il Premier è uscito di scena da statista nobile.

Certo, il peso del crollo di Mediaset in Borsa è stato una variabile decisiva al momento della presa di decisione, ma Berlusconi ha salvato la sua faccia istituzionale e il governo tecnico, a cui garantirà (almeno ufficiosamente) un appoggio convinto, può anche permettergli un certo lavaggio dell’immagine, o comunque il congelamento del suo consenso personale che, sondaggi alla mano, balla ancora oggi tra il 22 e il 27%. Una cifra che con questa legge elettorale lo rende decisivo almeno al Senato, ma che anche con il ritorno al Mattarellum gli dà un certo agio.

 

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Berlusconi è finito?

PERCHE’ NO

Se Berlusconi reggerà psicologicamente alla botta del tradimento dei fedelissimi e alla festa nazionale per le sue dimissioni, ha ancora una campagna elettorale davanti a sè. È quella del 2013. Infatti il Premier è uscito di scena da statista nobile.

Certo, il peso del crollo di Mediaset in Borsa è stato una variabile decisiva al momento della presa di decisione, ma Berlusconi ha salvato la sua faccia istituzionale e il governo tecnico, a cui garantirà (almeno ufficiosamente) un appoggio convinto, può anche permettergli un certo lavaggio dell’immagine, o comunque il congelamento del suo consenso personale che, sondaggi alla mano, balla ancora oggi tra il 22 e il 27%. Una cifra che con questa legge elettorale lo rende decisivo almeno al Senato, ma che anche con il ritorno al Mattarellum gli dà un certo agio.

 

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Berlusconi, l’Italia free rider, la crisi e l’incertezza

Berlusconi è un free rider. Il suo governo, depurato dagli elementi ridicoli, ha funzionato attraverso uno schema preciso:

a) Io non governo;

b) L’Italia sta peggio;

c) Ergo, la colpa è degli altri.

I free rider sono “individui che decidono di non pagare il prezzo di un bene, scaricandolo sugli altri”. Nel caso di Berlusconi, la colpa viene scaricata incessantemente sugli altri: comunisti, magistrati, 11 settembre eccetera. Lo scopo di tutto questo è “prendere tempo”. Ognuno di noi può vivere per uno scopo o vivere per prendere tempo. È stata scelta la seconda opzione. Questo non può durare in eterno, perché il tempo è limitato, perché il numero di attori a cui dare la colpa è anch’esso limitato (non puoi dare la colpa agli alieni o ai vermoni del sottosuolo) e perché diventa insostenibile.

 

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Berlusconi, l’Italia free rider, la crisi e l’incertezza

Berlusconi è un free rider. Il suo governo, depurato dagli elementi ridicoli, ha funzionato attraverso uno schema preciso:

a) Io non governo;

b) L’Italia sta peggio;

c) Ergo, la colpa è degli altri.

I free rider sono “individui che decidono di non pagare il prezzo di un bene, scaricandolo sugli altri”. Nel caso di Berlusconi, la colpa viene scaricata incessantemente sugli altri: comunisti, magistrati, 11 settembre eccetera. Lo scopo di tutto questo è “prendere tempo”. Ognuno di noi può vivere per uno scopo o vivere per prendere tempo. È stata scelta la seconda opzione. Questo non può durare in eterno, perché il tempo è limitato, perché il numero di attori a cui dare la colpa è anch’esso limitato (non puoi dare la colpa agli alieni o ai vermoni del sottosuolo) e perché diventa insostenibile.