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Morire di Berlusconi, morire di elezioni

Elezioni anticipate o governo tecnico-politico di emergenza nazionale?

A me la prima strada, che è quella caldeggiata in prima istanza da Berlusconi, sembra folle.

Ci sono alcune posizioni di principio a cui è difficile opporsi. La democrazia – e quindi la politica – dovrebbe contare più delle scelte dei mercati finanziari. Sono d’accordo, specie leggendo interviste come quella del Corriere a Guido Rossi della scorsa settimana. Però poi c’è il realismo, il peso degli eventi quotidiani, i rapporti di forza nei sistemi sociali. In questa fase dobbiamo accettare il fatto che se gli investitori smettono di comprare i nostri titoli di stato, e che se questa cosa comporta una quantità di problemi economici enormi per il nostro sistema-Paese come quelli ben riassunti qui da Oscar Giannino, il loro giudizio vada tenuto in gran conto. Anche Papandreou voleva fare il referendum, la proposta è volata via in un attimo (ed è volato via anche Papandreou). Tornando a noi, così scrive oggi Goldman Sachs in questa analisi di scenario riferita all’Italia: